1 Note

Mario Pennacchia e Re Cecconi

Un nuovo contributo di Mario Pennacchia, autore del nostro La vita disperata del portiere Moro. Il protagonista di questo suo ricordo è Re Cecconi.

***

Re Cecconi – In una partita del Foggia in Serie B Maestrelli lo mandò in campo nel secondo tempo e nel mio resoconto osservai che aveva avuto un bel coraggio a tenere a lungo in panchina un giocatore che sarebbe finito in Nazionale. Chissà come mi venne quel pensiero, fatto sta che quando l’anno dopo venne alla Lazio Re Cecconi mi mostrò quel brano di giornale che conservava nel portafogli.

L’inizio di stagione per la Lazio fu così disastroso che il presidente Lenzini e l’allenatore Maestrelli dopo un’ulteriore sconfitta nel girone eliminatorio della Coppa Italia dovettero lasciare l’Olimpico di nascosto. Sconfitta in casa dal Napoli, sette giorni dopo la squadra biancoceleste volò a Palermo e io la segui come inviato del «Giorno». All’imbarco a Fiumicino Re Cecconi mi chiamò in disparte: “Con questa formazione non possiamo andare avanti, siamo sbilanciati,  Martini mi pesta i piedi, glielo dica al mister: bastano due spostamenti.” Obiettai che nessuno meglio di lui – che Maestrelli aveva voluto con sé dal Foggia – avrebbe potuto convincerlo.” Rispose: “Gli allievi non possono permettersi di dare suggerimenti al maestro.”

Infortunato lo stopper Polentes e costretto a letto da un improvviso febbrone il terzino sinistro Petrelli,  Maestrelli dovette correggere la formazione: spostò Martini da mediano a terzino sinistro, inserì il giovare Oddi in sostituzione di Polentes al centro della difesa, arretrò Nanni da ala tattica a mediano sinistro e lo rimpiazzò con Ferruccio Mazzola. D’incanto si vide un’altra Lazio. Quella che, appena tornata dalla serie B, sarebbe arrivata terza dietro Juventus e Milan nella volata per lo scudetto che avrebbe vinto per la prima volta nella sua storia l’anno dopo. Raccontai il retroscena a Gianni Brera e lo commentò con un assioma affascinante: “La squadra di calcio è un mistero agonistico”. Quando Luciano Re Cecconi si sposò, mi fece avere la bomboniera. Non ne avevo mai ricevuto da un calciatore. La conservo come una reliquia.

Risposte

Post piaciuti

  1. postato da isbn-atlante70

 

I reblog