Maradona con la maglia del Boca e pantofole ai piedi. Foto Olycom
QUANDO IL PALLONE NON ERA ANCORA IN TV
LE IMMAGINI PIU' INCREDIBILI
DI UN'EPOCA INDIMENTICABILE
un blog di Isbn Edizioni
Posted 2 anni fa
Un nuovo tuffo nel passato con Alberto Piccinini. Questa volta Beppe Savoldi e La favola dei calciatori (1978). Questa la canzone e soprattutto lo splendido Making of del video.
“Albertosi era amico di Zoff/Antognoni Rivera incontrò/e tutti insieme poi si misero a giocare/con una palla di giornale”. Il centravanti Beppe Savoldi fu pagato 1 miliardo, forse un miliardo e quattro dal presidente del Napoli Corrado Ferlaino. Stagione 1975-76. Restò a Napoli 3 anni. Si arrotondò in fretta a due miliardi. Per dire, lo slogan di lancio nelle strade di Napoli di questo 45 giri del 1978 (che sul lato A aveva “Tiro…gol!” e sul lato B “La favola dei calciatori”) suonava così: “Due miliardi per settecento lire”. Savoldi doveva portare allo scudetto la squadra “olandese” di Vinicio, ma il colpo non riuscì. Nella Napoli del colera e della munnezza le polemiche si sprecarono. Enzo Biagi scrisse: “Il problema non è stato spendere due miliardi per Savoldi, ma non aver fatto niente per vendere i Gava”. Ed ecco spiegato il folle paradosso di questa meravigliosa canzoncina scritta da tre autori di primo piano nella canzone italiana del periodo – Depsa, discografico e collaboratore storico di Peppino Di Capri; il paroliere Luigi Gnolo; il cantautore Enzo Malepasso – che sogna i calciatori uniti “in un girotondo che abbracciava tutto il mondo:/lo scudetto dell’amore si giocò”. Vendette 70.000 copie. Interesserà anche sapere che due anni dopo Beppe Savoldi fu coivolto nel calcioscommesse, e squalificato per tre anni. E adesso, preparate i fazzoletti.